A Taranto torna la Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori: il 25 settembre il Castello Aragonese diventa il cuore della ricerca

Dalle competenze digitali alla sostenibilità, dalle startup all’innovazione: una giornata di incontri, laboratori ed esperienze per avvicinare il pubblico alla scienza e ai suoi protagonisti

TARANTO, 24 settembre 2026 – Sarà il suggestivo scenario del Castello Aragonese di Taranto ad ospitare, venerdì 25 settembre, la European Researchers’ Night (ERN) – Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, il grande evento che, in contemporanea con migliaia di città europee, porta la ricerca fuori dai laboratori e la mette a diretto contatto con cittadini, studenti e famiglie.
Promossa dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, la manifestazione conferma anche quest’anno la centralità della sede jonica nelle strategie di sviluppo dell’Ateneo, trasformando Taranto in un luogo di incontro tra ricerca, innovazione, istituzioni, imprese e società civile.
Dalle 8.30 alle 23.00, ricercatrici e ricercatori accoglieranno il pubblico con laboratori interattivi, dimostrazioni, esperimenti, talk divulgativi e attività esperienziali pensate per mostrare come la ricerca contribuisca concretamente ad affrontare le sfide del presente e a costruire quelle del futuro.
L’edizione 2026 si svolgerà sotto il tema “Sotto il cielo della ricerca”, un invito a esplorare il mondo della conoscenza attraverso percorsi che spaziano dalle scienze del mare alle tecnologie digitali, dalla sostenibilità ambientale alla salute, dall’innovazione sociale alla mobilità del futuro.
La Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori è organizzata dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro in partnership con Marina Militare, Comune di Taranto, ITS Academy Mobilità e Apulia Digital – ITS Academy Puglia, con il patrocinio del Ministero dell’Università e della Ricerca, della CRUI, della Regione Puglia e di numerosi enti e istituzioni del territorio.
Tra gli appuntamenti in programma particolare attenzione sarà dedicata al format “C’è un Ricercatore in Cucina”, ideato da Daniele Di Fronzo e organizzato da Tipica Puglia, che vedrà ricercatrici e ricercatori mettersi in gioco in un’originale esperienza ai fornelli, trasformando la cucina in uno spazio di incontro tra scienza, territorio e vita quotidiana.
Il format nasce con l’obiettivo di avvicinare in maniera semplice e coinvolgente il pubblico ai temi della corretta alimentazione, della salute e della nutraceutica, partendo dalla conoscenza del territorio e delle sue produzioni. Attraverso ingredienti locali, prodotti autoctoni e preparazioni legate alla cultura gastronomica pugliese, “C’è un Ricercatore in Cucina” vuole dimostrare come i risultati della ricerca scientifica possano trovare un’applicazione concreta anche nelle scelte alimentari di ogni giorno.
Non occorre, infatti, essere chef o professionisti della cucina per imparare a scegliere e utilizzare consapevolmente prodotti di qualità, salutari e dalle interessanti proprietà nutraceutiche. La sfida diventa così anche un momento di divulgazione scientifica ed educazione alimentare, capace di raccontare il valore degli ingredienti, la loro provenienza e il legame tra alimentazione, benessere e territorio.
Un modo originale per valorizzare soprattutto le produzioni autoctone pugliesi, recuperare conoscenze e tradizioni alimentari e promuovere una cucina consapevole nella quale ricerca e sapere scientifico possano entrare nelle case e diventare patrimonio di tutti.

Ispirata dai risultati della ricerca scientifica, la premiazione del “Concorso Start Up Giovani Imprenditori”, laboratori dedicati alle opportunità offerte dall’Unione Europea e approfondimenti sui temi della trasformazione digitale, della logistica e della mobilità sostenibile.
A chiudere la manifestazione saranno “Le Note della ricerca”, concerto che vedrà protagonisti studenti, studentesse, ricercatrici e ricercatori accomunati dalla passione per la musica.
Ogni anno la European Researchers’ Night coinvolge circa un milione di persone in tutta Europa, offrendo l’opportunità di conoscere da vicino il lavoro delle ricercatrici e dei ricercatori e di comprendere l’impatto della ricerca scientifica sulla vita quotidiana.

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